Anna Del Vecchio. Ponti

dal 10.06.2022 al 20.06.2022

Horti Lamiani Bettivò

  • Autore: Anna Del Vecchio
  • Curatore: Francesca Perti
  • Data Inizio: 10.06.2022
  • Data Fine: 20.06.2022
  • Dove: Horti Lamiani Bettivò
  • Indirizzo: Via Giolitti, 163
  • Orari: tutti i giorni 16-20
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 344 041 2149
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Il giorno 10 giugno 2022 alle ore 18.00 la galleria Horti Lamiani Bettivò presenta la mostra personale Ponti di Anna Del Vecchio a cura di Francesca Perti: in esposizione trentatré fotografie che hanno come fonte di ispirazione uno dei più noti dipinti di Monet, la Cattedrale di Rouen, ritratto dall’artista in diversi momenti della giornata. 

    Le trentatré fotografie che costituiscono il lavoro PONTI di Anna Del Vecchio, hanno come fonte di ispirazione la Cattedrale di Rouen di Claude Monet, dipinta dall'artista più di trenta volte, in differenti momenti della giornata e in diverse situazioni climatiche, tracciando il cambiamento della luce attraverso le pietre di una delle più imponenti strutture medievali. Con PONTI, Del Vecchio porta avanti la sua ricerca, tesa a sperimentare la potenzialità della forma astratta e la sua capacità di elaborare significati, individuando elementi famigliari in composizioni casuali. La sua indagine è una caccia al tesoro, una continua tensione a cogliere l'opportunità fotografica, lei stessa si definisce un'opportunista fotografica o, meglio dire, una esploratrice di ombre, riflessi, sfumature, passaggi di piano e di cromia del segno. 

    Le trentatré fotografie esposte da Del Vecchio, rappresentano nella stessa misura dei ponti, ricercati con la minuzia del chirurgo, quasi chiamati a sfidarsi e a sostenersi a vicenda. Sono opere che creano estraneazione e originano scariche di correnti elettriche impregnate della sensibilità dell'artista, come se Del Vecchio ci spingesse ad attraversare quei ponti che si stagliano con la loro luce impeccabile, su città distopiche e paesaggi cyberpunk. [...] Del Vecchio ha attraversato il ponte, lo ha inseguito e declinato in tutti i suoi significati. Ora ce lo restituisce invitandoci a scegliere il modo in cui attraversarlo, sta alla nostra sensibilità decidere, se come stranieri invasori o come pellegrini, come mercanti o come esploratori. È davanti a noi, ci aspetta.” (dal testo critico di Francesca Perti)

    Anna Del Vecchio vive ed opera a Roma. Si è costruita attraverso un percorso appassionato e personalissimo di autoformazione culturale e individuazione tecnica, di viaggi nella fotografia praticata e nella realtà osservata. Un articolato filo creativo l’ha condotta ad esplicitare le sue intuizioni artistiche indagando ambiti tra i più disparati dell’agire umano. Anna Del Vecchio ama definirsi un’artigiana, nel senso di intelligenza pratica ed attitudine mentale a risolvere creativamente i problemi, evitando facili speculazioni ed un approccio intellettualistico alla produzione. Ha esordito nel 1975 a Milano e provincia in mostre collettive. Partita dalla pittura con una predilezione per i gessetti e le opere su carta, si è avvicinata successivamente ad un linguaggio essenziale ed astratto, raggiunto con vari mezzi e materiali. La fotografia è sempre presente, come reportage di viaggio all’inizio; in un secondo momento come fuoco su dettagli impercettibili, incontro casuale con particolari significativi A questa si è aggiunta la sperimentazione sulla luce e le nuance, in digitale. Sue opere si trovano in collezioni e raccolte private in Italia e all’estero, in special modo negli Stati Uniti. Partecipa a mostre personali (annuali), collettive e rassegne d’arte in Italia. Ha ricevuto premi e riconoscimenti ed è citata dalla stampa specializzata.E’ presente nell’“Annuario d’arte moderna di artisti contemporanei”.

     

    Ponti

    Le trentatré fotografie che costituiscono il lavoro PONTI di Anna Del Vecchio, hanno come fonte di ispirazione la Cattedrale di Rouen di Claude Monet, dipinta dall'artista più di trenta volte, in differenti momenti della giornata e in diverse situazioni climatiche, tracciando il cambiamento della luce attraverso le pietre di una delle più imponenti strutture medievali.

    Con PONTI, Del Vecchio porta avanti la sua ricerca, tesa a sperimentare la potenzialità della forma astratta e la sua capacità di elaborare significati, individuando elementi famigliari in composizioni casuali. 

    La sua indagine è una caccia al tesoro, una continua tensione a cogliere l'opportunità fotografica, lei stessa si definisce un'opportunista fotografica o, meglio dire, una esploratrice di ombre, riflessi, sfumature, passaggi di piano e di cromia del segno. 

    Le trentatré fotografie esposte da Del Vecchio, rappresentano nella stessa misura dei ponti, ricercati con la minuzia del chirurgo, quasi chiamati a sfidarsi e a sostenersi a vicenda.

    Sono opere che creano estraneazione e originano scariche di correnti elettriche impregnate della sensibilità dell'artista, come se Del Vecchio ci spingesse ad attraversare quei ponti che si stagliano con la loro luce impeccabile, su città distopiche e paesaggi cyberpunk. 

    Del Vecchio ci invita a porci la domanda: cosa è il ponte?

    È il ponte che unisce, il ponte che divide, il ponte sospeso o il ponte che crolla?

    Il ponte ha però anche un aspetto "sacrilego", come osserva A.B. Cassani, architetto e studioso di architettura, ossia rappresenta un'infrazione all'ordine costituito per natura, è un artificio.

    Secondo numerose mitologie, da quella babilonese a quella indù, il ponte vìola la terra in cui si radica, la profana, ma, a differenza di ogni altra costruzione umana, compie una profanazione anche nei confronti dell'acqua, madre di tutte le cose, origine della vita.

    Il ponte rappresenta anche una sfida, nel suo essere pericolosamente teso sul vuoto, rivelando la sua natura intrinsecamente pericolosa. Come dice Franz  Kafka: "Una volta gettato, un ponte non può smettere di essere ponte senza precipitare.”

    Del Vecchio ha attraversato il ponte, lo ha inseguito e declinato in tutti i suoi significati. Ora ce lo restituisce invitandoci a scegliere il modo in cui attraversarlo, sta alla nostra sensibilità decidere, se come stranieri invasori o come pellegrini, come mercanti o come esploratori. È davanti a noi, ci aspetta.

    Francesca Perti