Vivere la fotografia a Roma

Caterina Marchionne. DEbuilding

  • Autore: Caterina Marchionne
  • Curatore: Simona Ottolenghi
  • Data Inizio: 26.09.2019
  • Data Fine: 12.12.2019
  • Dove: OTTO - Rooms & Photogallery
  • Indirizzo: Piazza Mazzini, 27
  • Orari: lunedì - domenica 15.00-20.00, previo appuntamento
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 375 579 0929
  • Descrizione Evento:

     

     

     

     

    Seguo il lavoro di Caterina ormai da parecchi anni, è un’artista che mi ha sempre molto incuriosito per la sua profonda necessità di utilizzare l’arte per nascondere la realtà e trasformarla spesso fino a non riconoscerla del tutto. Nelle sue opere parte da un’immagine, generalmente una fotografia scattata da lei stessa – ma molto interessante è stato anche il suo lavoro su opere pittoriche di inizio secolo scorso – con il fine di “distruggerle” e alterarle radicalmente dando loro una nuova vita, indipendente dalla prima. In particolare con questo lavoro, DEbuilding, le ho chiesto, pensando nello specifico all’esposizione negli spazi della OTTO Gallery, di concentrarsi sulle architetture contemporanee di Roma. Luoghi spesso poco conosciuti anche ai romani stessi, e resi ancor più trasfigurati dal sapiente lavoro di Caterina. Queste immagini nascono da una sapiente elaborazione, attraverso la tecnica digitale del Glitch, di fotografie scattate da Caterina stessa. Il risultato è destabilizzante, immagini coraggiose, di fortissimo impatto visivo ed estetico. Le architetture diventano elementi leggeri, si smaterializzano, ruotano su se stessi, volano. Non possiamo di certo parlare di lavori fotografici ma di vere e proprie opere di grande valore artistico.

    Simona Ottolenghi

    Il progetto DEBuilding nasce dalla specifica commissione di Simona Ottolenghi, che ne è la curatrice, la quale ha chiesto a Caterina di interpretare le architetture contemporaneerealizzate a Roma, spesso opera di architetti di fama internazionale, che rappresentano un volto nuovo e poco conosciuto della Città eterna.

    Gli scatti sono stati realizzati in vari quartieri della città, focalizzati soprattutto su progetti portati a termine nel nuovo millennio, tra cui il Maxxi, l’Auditorium, il complesso Città del Sole, il ponte Settimia Spizzichino ed il Business Park Europarco, progetto ambizioso di un grande centro direzionale, una sorta di Defence Capitolina, situato nel quadrante sud a ridosso del quartiere EUR. Seguendo la sua inclinazione a trasformare la realtà in qualcosa di diverso, radicalmente o in parte, e la predilezione per l’utilizzo di tecniche di corruzione dei dati digitali, Caterina ha elaborato le immagini sorgente ricercando un’esperienza visiva quasi surreale delle opere architettoniche.Attraverso contaminazioni, decomposizioni, decostruzioni e rielaborazioni grafiche emerge dalle opere di Caterina un mondo immaginario, in cui gli edifici, soggetti statici e fissi, si muovono liberamente creando astrazioni visive e visioni creative.

    biografia

    Fotografa e visual artist, viaggiatrice appassionata, Caterina Marchionne si è avvicinata al mondo della fotografia durante un lungo soggiorno in Cina.  

    Ha iniziato come autodidatta e successivamente ha studiato tecnica fotografica e linguaggi visivi a Roma, presso CSF Adams e Officine Fotografiche.  La sua pratica artistica si concentra sulla fotografia astratta e sulla creazione di immagini contemporanee.  Caterina dice di se’: “Forse perché la realtà, per come la vedo, mi appare scomoda, sono incline a trasformarla attraverso tecniche e mezzi che la cambiano in parte o addirittura in modo piuttosto radicale. Riprendendo o elaborando le mie immagini cerco una dimensione alternativa, nascosta agli occhi ma ancora inerente al soggetto, che, oltre lo sguardo, rifletta il suo significato più bello e profondo”.

    Spesso trae ispirazione dagli elementi e dai dettagli della vita di tutti i giorni, dall’osservazione di materiali, architetture, spazi e oggetti. Le piace sperimentare con tecniche di ripresa miste: esposizioni multiple, mosso intenzionale, sovraesposizione. 

    Più di recente si è avvicinata al “coding” come tecnica di manipolazione delle immagini, adottata nel contesto della Glitch Photography/Glitch Art. Un tentativo di esprimere la bellezza nell’errore, poiché questa è la pratica di utilizzare errori digitali o analogici a fini estetici, sia corrompendo i dati digitali che manipolando fisicamente dispositivi elettronici. 

    E’ stata selezionata per partecipare a diverse mostre collettive in Italia e all’estero, alcune dedicate in particolare alla Glitch Art, ed è vincitrice del contest TOP40 2016 organizzato da LACDA-Los Angeles Center for Digital Art. 

    Nel 2018 la Galleria Lydia Palumbo Scalzi di Latina ha presentato la sua prima mostra personale, RIVISITAZIONI.