Stefano Cigada. Frammenti

  • Autore: Stefano Cigada
  • Curatore: Jill Silverman von Coenegrachts
  • Data Inizio: 22.01.2020
  • Data Fine: 15.03.2020
  • Dove: Museo di Roma in Trastevere
  • Indirizzo: Piazza di Sant'Egidio, 1b
  • Orari: martedì - domenica 10.00-20.00. La biglietteria chiude un’ora prima
  • Ingresso: intero € 7,5, ridotto € 6,5. Per i cittadini residenti a Roma: intero € 6,5, ridotto € 5,5
  • Tel. / Mob.: 060608
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    La mostra, a cura di Jill Silverman von Coenegrachts, presenta il lavoro di Stefano Cigada, attraverso il medium fotografico, per indagare il patrimonio statuario di alcuni grandi Musei.

    Il suo percorso si distingue dalla ricerca di altri fotografi contemporanei e pone l’accento su alcuni particolari delle statue antiche mettendone in risalto le parti danneggiate, ferite ancora vive che possono essere assimilate alla "carne viva".
    La combinazione dei due media, la scultura e la fotografia, caratterizza il lavoro concettuale di Cigada che nell’esaltare i frammenti di statue attraverso frammenti fotografici ci restituisce un’indagine raffinata e colta sull’ambivalenza e sull’incompletezza dell’esistenza stessa.
    Il percorso espositivo suddiviso in tre ambienti presenta circa 20 immagini realizzate con sofisticate tecniche di stampa. 
    Il progetto prevede anche un percorso didattico dedicato alle scuole.

     

    Dopo anni passati all'estero come fotoreporter in ambito marino, Stefano Cigada cambia rotta, rientra in Italia e inizia a cercare un'altra forma per esprimersi. Non abbandona la macchina fotografica, ma la coniuga con una vecchia passione, l'archeologia, "cercando quello che manca, quello che non si vede, cercando l'infinito nel frammento".

    21 preziose stampe in bianco e nero accompagnano lo spettatore in un viaggio nel tempo e nello spazio, scandito da date, orari e luoghi, dove emerge la percezione di quella frazione di secondo, di quell'attimo fugace in cui il pezzo di pietra sembra ruotare, sollevarsi, respirare, piegarsi, sospirare.

    L'artista dialoga con le statue, divinità, animali, guerrieri, atleti, ninfe, senza preferenze, scegliendo quelle che gli "parlano", che "si muovono" e che lo illuminano. Le immortala quando vengono colpite da un raggio di sole, le va a trovare in diverse ore del giorno, mese dopo mese, stagione dopo stagione. La sua ossessione permette allo spettatore di assaporare la fugace ma palpabile evidenza di una materia viva, che respira. Le fotografa senza cavalletto, senza luce artificiale, con lenti luminose, apertura massima di diaframma e poca profondità di campo. Mette a fuoco il punto di rottura, elevando quel frammento a protagonista mentre tutto il resto sfuma.

    L'esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.