Andrea Capanna. Catalogo erotico

  • Autore: Andrea Capanna
  • Data Inizio: 18.09.2020
  • Data Fine: 03.10.2020
  • Dove: Dolce Vita Gallery
  • Indirizzo: Via Palermo, 41
  • Orari: martedì - venerdì 15.30-19.30, sabato 16.00-20.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 0648907239
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Servizi: esposizioni, eventi, allestimenti, merchandising
  • Descrizione Evento:

     

     

    La mostra “Catalogo Erotico” ideata e realizzata dall’ artista Andrea Capanna per Roma Fotografia 2020 Eros ha come oggetto il corpo, un corpo senza volto, nudo.
    Le foto stampate su pezzi di muro in camera oscura, seguendo un procedimento
    analogico, ci “rivelano” delle figure che non assumono posizioni o valenze di natura
    sessuale ma, al contrario si “mostrano” come dei manichini senza testa.

    Il corpo è scrostato, lacerato, usurato o meglio lo è la superficie che lo ospita. Il corpo si scarnifica e lascia intravedere gli strati più profondi, come fosse stato consumato da
    sguardi corrosivi.

    Il progetto consiste nella rappresentazione della persona esposta come oggetto da
    scegliere in un catalogo. Un’esasperazione della mercificazione del corpo come oggetto sessuale.
    Le foto sono in un rigoroso e contrastato bianco e nero.

     

    Andrea Capanna nasce nel 1969 a Roma, dove vive e lavora. Laureato in Teorie e
    Pratiche dell’Antropologia presso l’Università La Sapienza, dopo aver frequentato tra il 1994 e il 1996 l’Accademia di Belle Arti di Roma.
    “Il mio lavoro sui “muri” è un percorso di ricerca delle infinite opportunità tecniche,
    concettuali ed estetiche che offre questa superficie. Su di essa si deposita la memoria di una storia, si stratifica il vissuto di un corpo che mostra e rivela.
    È un viaggio a ritroso di un vissuto che viene liberato e mostrato per sottrazione. Il
    soggetto prende forma dalla rimozione dei diversi strati che lo compongono fino a rivelare la genesi di sé e della sua storia, come un intonaco che cade usurato dal tempo e scopre un vecchio muro, rivelando la sua origine per raccontarci la sua epoca.
    Viene utilizzato cemento, calce, sabbia e intonaco, depositati e dipinti per strati, lavorati anche con carta vetrata, spatole e spazzole di acciaio.
    Nella recente serie Low Profile, questa tecnica incontra il “motivo” del ritratto di profilo, un genere poco utilizzato ma largamente in uso in epoca rinascimentale, nell’antica tradizione dei cammei e nelle monete.
    Qui è la linea di contorno del corpo, con il suo rigore oggettivante, a contenere la
    profondità, Low, delle stratificazioni rivelate, le sue pulsioni e i suoi desideri. I successivi piani sono liberati in un movimento imprevedibile, immaginabile ma non programmabile,
    seguendo lo scontro e l’incontro tra il soggetto e l’oggetto, la carne e il corpo”.