A distanza ravvicinata

  • Autore: Afro, Robert Adams, Franco Angeli, Stefano Arienti, Luciano Bartolini, Alberto Burri, Enrico Castellani, Giuseppe Capogrossi, Ettore Colla, Pietro Consagra, Daniela De Lorenzo, Giacomo Ginotti, Luisa Lambri, Bice Lazzari, Alberto Magnelli, Fausto Melotti, Paolo Meoni, Mirko, Gastone Novelli, Pino Pascali, Achille Perilli, Corrado Sassi, Toti Scialoja
  • Data Inizio: 18.05.2020
  • Data Fine: 16.10.2020
  • Dove: Galleria Nazionale di Arte Moderna
  • Indirizzo: Viale delle Belle Arti, 131
  • Orari: martedì - domenica 09-19 (ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura)
  • Ingresso: intero 10 euro, ridotto 5 euro
  • Tel. / Mob.: 0632298221
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Il giorno più bello è iniziato qualche settimana fa, quando tutto lentamente ha cominciato a muoversi perché si è delineato un orizzonte. Il tempo unità di dismisura, uscito dai cardini per entrare nell’indistinto, era tornato a scorrere e a correre. E negli ultimi giorni abbiamo sentito persino il fiato sul collo e l’adrenalina del conto alla rovescia. Apriamo per restituire la Galleria Nazionale al pubblico, con le modalità provvisorie previste dalla situazione in cui stiamo – e non siamo, noi tutti siamo altro – e ora che al tempo possiamo ricongiungere spazio e movimento lo dimostreremo prima di tutto a noi stessi. Rimettiamoci in sesto. Accorciamo le distanze, manteniamo quelle che hanno sempre caratterizzato il nostro stare al museo e di fronte a un’opera, in fondo l’abbiamo sempre e solo toccata con lo sguardo, eppure con quale trasporto, con quanta emozione. Manteniamo la distanza fisica e lasciamo indietro quella sociale. Riconciliamoci con i luoghi e saremo a casa ovunque. E forse sì “il mondo è cambiato, infatti non è più da conquistare, ma da abitare”.

    Aprire la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea il primo giorno possibile è stato l’appuntamento a cui non potevamo mancare, per quello che vuol dire essere contemporanei, donne e uomini del nostro tempo. Ci presentiamo all’appuntamento con il museo in assetto, Time Is Out of Jointsempre più puntuale, con la nuova mostra del Salone Centrale A distanza ravvicinata, emblematica delle infinite possibilità di racconto e di dialogo delle opere di una collezione sorprendente e di eccezionale qualità che costruisce nuovi mondi e nuove combinazioni, rintracciando ogni volta connessioni e rimandi, derive e approdi che sempre sfuggono alla catalogazione e tassonomia che si avvale di un unico sguardo lineare.