Premio Graziadei per la Fotografia. Rachele Maistrello, Alba Zari

  • Autore: Rachele Maistrello, Alba Zari
  • Curatore: Simona Antonacci
  • Data Inizio: 10.03.2021
  • Data Fine: 23.05.2021
  • Dove: MAXXI - Centro Archivi MAXXI Architettura
  • Indirizzo: Via Guido Reni, 4a
  • Orari: martedì - venerdì 11.00-19.00, la biglietteria chiude un'ora prima (temporaneamente chiuso)
  • Ingresso: intero 5 euro
  • Tel. / Mob.: 063201954
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    l Premio Graziadei per la Fotografia nasce nel 2012 dall’iniziativa

    di Graziadei Studio Legale con il duplice obiettivo di promuovere il lavoro di giovani autori,

    e di continuare a sostenerlo nel tempo.

    Dal 2019 il Premio è entrato a pieno titolo nella programmazione delle attività di fotografia

    del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, grazie ad una collaborazione che

    prevede una mostra dedicata ogni anno e l’acquisizione nelle Collezioni di Fotografia dei

    progetti vincitori, sia delle passate edizioni che di quelle future.

    Sono così già entrati a far parte della Collezione MAXXI i lavori di Andrea Botto,

    Alessandro Calabrese, Francesco Neri, Luca Nostri, Pietro Paolini, Luca Spano, The Cool

    Couple e Alba Zari, per un totale di oltre 50 fotografie.

    La vincitrice della scorsa edizione 2020 è Rachele Maistrello, con il progetto Green Diamond, che sarà esposto in mostra al MAXXI dal 10 marzo all’11 aprile 2021 insieme a Occult, il nuovo progetto di Alba Zari, vincitrice a sua volta della VI edizione del Premio.

    I lavori sono entrambi incentrati sul tema della fotografia come documento e su quello dell’archivio, sul rapporto tra memoria personale e collettiva, sulla sua possibilità di documentare ma anche di interpretare, costruire percorsi di senso, fuggire da narrazioni univoche.

    Green Diamond di Rachele Maistrello si muove al limite tra verità e finzione e ricostruisce la storia d’amore nata all’interno di una fabbrica cinese tra un operaio, Li Jian Ping, e un'acrobata, Gao Yue. Le fotografie che ritraggono gli interventi di Gao Yue all’interno della fabbrica, così come le mail scambiate tra i due innamorati, sono elementi a cui l’artista attribuisce il valore di documento. In bilico tra ricostruzione e verosimiglianza, tra il possibile e il plausibile, il progetto offre una riflessione sull’attendibilità dell’archivio, ma anche sulle sue straordinarie potenzialità immaginative e narrative.

    Per Alba Zari, al contrario, l’archivio è il punto di partenza per esplorare le radici della propria identità. Nata all’interno della setta Bambini di Dio, l’autrice compie un viaggio attraverso l’Asia frequentando alcuni gruppi di culto contemporanei e ripercorrendo le tappe compiute da sua madre trent’anni prima. In Occult le immagini tratte dall’archivio di famiglia e quelle ricavate dalla propaganda dei Bambini di Dio costituiscono fonti di una storia in cui le vicende personali e quelle collettive di intrecciano, mentre le fotografie e le riprese effettuate nel corso del viaggio sembrano sublimare i dolorosi contenuti esistenziali della sua storia.

    Rachele Maistrello. Green Diamond

    L’opera di Rachele Maistrello (Vittorio Veneto, 1986) racconta la storia d’amore nata all’interno di una fabbrica cinese, la Green Diamond, tra un operaio, Li Jian Ping, e un'acrobata, Gao Yue.

    Il progetto nasce da un periodo speso dall’artista nel 2019 all’interno dell’azienda Bernard Controls, con sede a Pechino. Dalle riflessioni sui temi della natura e dell’infanzia scaturite dal dialogo con gli operai prende forma la storia della Green Diamond. Ambientata negli anni Novanta, la storia ricostruisce le vicende dell’azienda, nata con lo scopo di produrre microchip capaci di provocare nell’uomo percezioni legate al mondo naturale.

    Gli elementi di cui si compone il progetto - fotografie, documenti d’archivio, sito internet, video, poster - concorrono a restituire le tracce di questa storia, allo stesso tempo credibile e ambigua, dando forma a una narrazione poetica, per alcuni versi romantica, in cui i temi legati al dispositivo dell’archivio, alla veridicità della ricostruzione storica, all’attendibilità del documento, si intrecciano con le pratiche partecipative e del re-enactment.
    Sulla parete centrale è presentato l’archivio storico, composto da documenti e fotografie realizzati da Li Jan Ping. Le immagini documentano le coreografie di Gao Yue, chiamata dalla Green Diamond a sperimentare con il proprio corpo l’efficacia delle suggestioni naturali attivate dal microchip. I documenti esposti, materiali di lavoro ma anche email e foglietti scritti a mano che gli innamorati si scambiavano, permettono di immergersi nella vita dell’azienda.
    Il sito internet, che i visitatori sono invitati a consultare, raccoglie questi materiali e in particolare le email, trascritte e accompagnate da brevi video realizzati da Li Jian Ping.
    La fanzine, i poster e le scritte a terra in lingua cinese sono ispirate a biglietti e frasi elaborati dagli operai coinvolti dall’artista, mentre il video documenta la performance effettivamente realizzata nell’azienda da due acrobate cinesi del Teatro Er Qi: attraverso i corpi delle due performer, il passato della Green Diamond rivive concretamente all’interno della Bernard Controls.

    Alba Zari. Occult

    Il progetto Occult prosegue l’indagine di Alba Zari (Bangkok, 1987) sulle proprie origini avviato nel 2017 con The Y. Nata all’interno della setta religiosa Bambini di Dio, Alba Zari esplora attraverso documenti d’archivio e immagini di nuova produzione la genesi della propria storia famigliare.

    L’installazione si compone di diversi dispositivi allestivi che funzionano come indizi attraverso cui si costruisce una narrazione aperta.
    Nella teca sono presentate fotografie della sua infanzia tratte dall’archivio di famiglia, mentre il wallpaper presenta testi e immagini di propaganda della setta di cui la nonna e la madre facevano parte. Fondata in California nel 1968 da David Berg (alias Moses David) Bambini di Dio si diffuse in tutto il mondo durante gli anni Settanta e cadde in discredito per aver incoraggiato la prostituzione femminile al fine di reclutare nuovi membri, tramite la pratica del “flirty fishing”, nonché violenze e abusi su minori.

    In questa parete l’interrogazione dei meccanismi propagandistici e la storia collettiva si confrontano in modo serrato con la riflessione sulla storia famigliare e sul destino personale.
    Alla parete d’archivio fa da contraltare la testimonianza dell’oggi. Le fotografie e i video realizzati con la camera termica documentano infatti il viaggio compiuto nel 2020 da Alba Zari attraverso l’Asia all’interno di alcuni culti contemporanei. In contrasto con la natura esplicita della propaganda dei Bambini di Dio, gli scatti realizzati da Zari riflettono lo sguardo mediato, delicato, esplorativo con cui l’artista si rivolge alla propria storia.