La città che (non) c'è

dal 16.06.2022 al 07.07.2022

Mostra diffusa a Torpignattara

  • Autore: Sandro Becchetti, Jean Marc Caimi e Valentina Piccinni, Paolo di Lucente, Simona Filippini, Erik Goengrich, Graciela Iturbide, Anders Petersen, Giovanna Silva, Massimo Siragusa, Joel Sternfeld
  • Curatore: Chiara Capodici
  • Data Inizio: 16.06.2022
  • Data Fine: 07.07.2022
  • Dove: Mostra diffusa a Torpignattara
  • Indirizzo: Largo Bartolomeo Perestrello
  • Ingresso: libero
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    La città che non c'è è una festa di quartiere dove i libri incontrano la comunità. Quattro giorni di incontri con autori, scrittrici, politici e attiviste per immaginare insieme uno spazio comune chiamato città. Lo spazio da vivere insieme è la Piazza che non c'è (via Bartolomeo Perestrello/via della Marranella a Roma). Formalmente lastrico solare di un parcheggio privato, nella realtà luogo di convivenza nato dalla voglia di avere uno spazio di scambi e incontri, è una delle zone che meglio racconta il quartiere di Torpignattara, simbolo di una periferia multiculturale e attiva.
     
    La seconda edizione, che si svolgerà tra giugno e luglio 2022, è ispirata alle Città invisibili di Italo Calvino, di cui si festeggiano i 50 anni dalla prima pubblicazione nel 1972.

    Alla serie di incontri che animeranno lo slargo in via Bartolomeo Perestrello ogni giovedì dal 16 giugno al 7 luglio, si affianca quest'anno una mostra diffusa nel quartiere, che coinvolge spazi pubblici e privati, partendo dalla libreria Leporello fino alla Piazza che non c'è.

    In mostra Sandro BecchettiJean Marc Caimi e Valentina PiccinniPaolo di LucenteSimona FilippiniErik GoengrichGraciela IturbideAnders PetersenGiovanna SilvaMassimo Siragusa e Joel Sternfeld, i cui libri saranno in esposizione da Leporello per tutta la durata defestival.

    L'esposizione è dedicata a tante visioni di Roma estratte da una serie di libri fotografici ispirati nel corso degli anni alla città, e il suo intento è tessere ancora una volta un legame fra la pagina -come luogo narrativo, critico e poetico- e gli spazi collettivi.

    Traendo spunto dalla letteratura combinatoria, la tecnica alla base del libro di Calvino, intrecciamo una serie di mappature dell'immaginario di undici autrici e autori, come undici sono le categorie che Calvino usa per suddividere le cinquantacinque città di cui parlano Marco Polo e Kublai Khan.

    La memoria, il desiderio, i segni, le città sottili, gli scambi, gli occhi, il nome, i morti, il cielo, le città continue, le città nascoste: attraverso la suggestione di queste parole, si mettono in scena narrative che dialogano con le fila di acquedotti, gli spazi aperti e quelli chiusi, l'edilizia popolare e vernacolare e perché no? anche gli abusi e gli abomini oltre che le bellezze di questo quadrante della città di Roma, secondo una modalità analoga alla più parte delle descrizioni del libro: accumuli paratattici scanditi da allitterazioni che qui prendono la forma di risonanze visive fra un passato pervasivo e un presente continuo.

    Come le città narrate da Marco Polo, le immagini di città di Roma realizzate dai nostri autori sembrano accomunate da un continuo scambio di elementi, decostruite e ricostruite, sempre reinventate. Ricombinandole, estraendo solo alcune tessere dei rispettivi puzzle, diamo la possibilità di far nostre le loro narrative, di immaginare anche noi una città, che c'è, ma ancora non c'è, di dar delle risposte, seppur di passaggio, alle nostre domande.