Lorenzo Gramaccia e Paola Tornambè. Tutto quel che resta

  • Autore: Lorenzo Gramaccia, Paola Tornambè
  • Curatore: Maria Vittoria Marchetta
  • Data Inizio: 18.11.2021
  • Data Fine: 08.12.2021
  • Dove: Galleria La Nica
  • Indirizzo: Via dei Banchi Nuovi, 22
  • Orari: martedì - sabato 11.00-19.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 329 749 0667
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Partendo da presupposti differenti, i due artisti portano avanti una ricerca legata al profondo rapporto tra presenza e assenza, tempo e memoria, nell’indagare con estrema sensibilità tutto quel che resta di ciò che è stato e che ora, inevitabilmente, non può più essere.
     
    “Il tempo passa, dici? Ah, no! Ahimè, il tempo resta, noi passiamo.”
    (Henry Austin Dobson)
    Fin da quando eravamo bambini ci è stato insegnato a misurare il tempo, imparando così a scandire la nostra vita in minuti, piuttosto che in giorni, mesi e anni, e siamo stati educati, altresì, a pensare che il tempo abbia un ‘prima’ e un ‘poi’ secondo una logica di movimento spaziale; tuttavia, crescendo capiamo che il discorso legato al tempo è molto più complesso di così.
    Nel IV libro della Fisica Aristotele sostiene che il tempo sottende ad un ‘prima’ e un ‘poi’ e che è collegato al movimento ("kinesis") e al cambiamento ("metabolé"), ma in particolare dell'anima. Il tempo, essendo composto da “istanti”, qualcosa che non è più o non è ancora, secondo il filosofo non può partecipare della presenza, della sostanza e quindi dell'essere metafisicamente inteso: per Aristotele è la nostra coscienza l’unico luogo che possa contenere un tempo, l’unico luogo di misurazione e di fondazione dello stesso.
    Se il tempo è strettamente collegato alla nostra anima, cos’è che resta se non la memoria di ciò che è stato? Quella memoria che non è altro che l’insieme delle esperienze fatte e che nel momento stesso in cui hanno smesso di essere sono divenute tracce vivide o confuse del nostro vissuto alle quali la mente si ‘aggrappa’.
    In un continuo alternarsi tra nitido e sbiadito, percepibile e intuibile, ecco allora rivelarsi nelle opere di Lorenzo Gramaccia (Ancona, 1992) e Paola Tornambè (Roma, 1982) degli autentici tracciati dell’anima, vividi e offuscati, dove le esperienze si fondono e confondono andando a comporre una vera e propria stratificazione segnica e simbolica.
    Nelle opere dei due artisti compaiono volti, corpi, come se si ridestassero direttamente da una dimensione onirica, presenze e assenze che sembrano trasmettere una struggente necessità di dare corpo ad un tempo e ad una memoria per convertirli in testimonianza, nella consapevolezza che tutto, prima o poi, sarà destinato a ‘passare’, perché noi ‘passiamo’.
     
    Il catalogo sarà edito da Grafiche Turato.