Pier Paolo Patti. Wor(l)dless

  • Autore: Pier Paolo Patti
  • Curatore: Michele Corleone
  • Data Inizio: 23.11.2021
  • Data Fine: 23.12.2021
  • Dove: Interzone Galleria
  • Indirizzo: Via Macerata, 46
  • Orari: martedì - venerdì 15.00-20.00, sabato su appuntamento (11-13 / 16-20)
  • Ingresso: libero con green pass
  • Tel. / Mob.: 3475446148
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Servizi: libreria, workshop
  • Descrizione Evento:

     

    L'esposizione ruota attorno al tema dei conflitti sociali e bellici, con un focus specifico sui paesi del Medio Oriente, e presenta la sintesi di un’ampia indagine effettuata dall'artista su uno dei veicoli più utilizzati dai media internazionali: il video.

    Le opere in mostra sono frutto di un'operazione di decostruzione messa in atto dall'artista. “Documenti” video, rinvenuti nei meandri del web, vengono scomposti in una sequenza di fotogrammi e stampati successivamente con processo fotografico, annullando così una delle caratteristiche principali del mezzo, il tempo. Trasformare una sequenza in movimento in una serie di immagini statiche, e modificarne quindi la naturale fruizione, innesca un cortocircuito in grado di dilatare all’infinito la visione e donare la possibilità di soffermarsi su un singolo frame per un tempo indefinito.

    Partendo da questa riflessione di natura tecnica, le opere in mostra si trasformano in “icone”, sintesi di avvenimenti realmente accaduti ma senza alcuna risonanza mediatica, eventi dimenticati ma che fanno male. Le immagini sono poi assemblate in mostra con altri materiali ― quali stoffe, plastiche e carte usate ― che sovrapponendosi danno vita ad un altro aspetto fondamentale della storia, la stratificazione.

    «Il titolo della mostra è un gioco di parole costruito sull’assenza (less). Senza mondo e senza parola vuol dire tutto e niente, è un auspicio? È un dato di fatto? Parole complementari che ancora una volta hanno a che fare con la propria idea di mondo, su come si vuole raccontare, su come vogliamo tramandarlo. Senza la parola non c’è la storia del mondo e viceversa, e spesso i conflitti bellici ci suggeriscono un futuro senza né l’uno nell’altra».

    All’interno del percorso espositivo WOR(L)DLESS l’autore Pier Paolo Patti presenta inoltre due video in cui, attraverso un linguaggio iconico e sintetico, approfondisce la ciclicità incessante che caratterizza la nostra storia, spesso costruita con il sangue e la sopraffazione.

    Completa la mostra un’appendice del progetto Roots, un'operazione con cui Pier Paolo Patti racconta, attraverso la creazione di libri d'artista, l'armoniosa convivenza tra le diverse religioni e le tante culture.

    Roots è un progetto sociale che raccoglie materiali di diversa natura dall’intera area MENA (Middle East and North Africa) e che ha come obbiettivo la costruzione di una biblioteca della coabitazione pacifica tra i popoli del Medio Oriente e del Mediterraneo.

    Alcuni volumi da sfogliare e una macchina da scrivere inseriti in mostra sono un invito rivolto dall'artista al pubblico a lasciare dei contributi da inserire nelle future rilegature.

     

    L’artista Pier Paolo Patti sarà presente al vernissage della mostra Martedì 23 Novembre 2021, dalle ore 16 alle 21.

    In occasione dell’inaugurazione della mostra verrà presentato l’UNDICESIMO di una serie di POSTER da collezione in tiratura limitata, prodotti da INTERZONE.

     

    Pier Paolo Patti, (1978) ha sperimentato negli anni diversi linguaggi espressivi, fondendo tra loro diverse tecniche per dar vita a spazi installativi complessi e multisensoriali. Dal forte impatto emozionale, le opere di Patti sono legate a doppio filo con le tematiche sociali. Politica, religione e diseguaglianze in generale sono i temi su cui si fonda il Lavoro dell’artista che restituisce sempre diversi piani di lettura, grazie ai numerosi riferimenti a testi antichi, alla numerologia e alle ideologie del Novecento. Le strutture sociali che si sono susseguite nei secoli e che hanno di fatto creato il pianeta che abitiamo, sono per Patti fonte infinita di stimoli e spunti su cui riflettere; l’obbiettivo primario delle sue opere sembra tendere verso la creazione di luoghi fertili al confronto, al dialogo: opere effimere e icone destinate a durare secoli. Negli anni Pier Paolo Patti ha esposto le sue opere in diverse mostre collettive in Italia e in Europa. Realizzato mostre personali, tra le quali “Roots” a Tehran a cura di Yasaman Tamizkar e Maryam Bagheri, “Rendez- vous en Europe” a Parigi curata da Martial Verdier, “ABBА - perdono e inconsapevolezza” a Napoli e “Skèpsis” a cura di Franco Cipriano. Nel 2013 è invitato a partecipare alla VIII Shiryaevo Biennale of Contemporary Art di Shiryaevo (Russia) e tra il 2018 e il 2020 vince due importanti concorsi: “Artist in Residence” indetto dallʼIGAV di Torino e "Premio Paolo VI per l’arte contemporanea” indetto dalla Centro studi Paolo VI sull’arte moderna e contemporanea. Ha partecipato a numerosissimi festival internazionali dedicati all’audiovisivo con cortometraggi e video d’arte vincendo diversi premi. Una lunga lista di attività e collaborazioni lo hanno reso nell’arco di un ventennio, un artista poliedrico e prolifero. Pier Paolo Patti è presente in cataloghi e riviste d’arte e nuovi linguaggi con testi di: Marco Alfano, Maryam Bagheri, Raffaella Barbato, Franco Cipriano, Tiziana Di Caro, Annapaola Di Maio, Chiara Gelato, Maurizio Inchingoli, Felicio Izzo, Nelya Korzhova, Mario Laporta, Giuseppe Limone, Salvatore Manzi, Antonio Maiorino, Dario Marchetti, Marisa Paderni, Jean-Louis Poitevin, Carla Rossetti, Pasquale Ruocco, Paolo Sacchini, Stefano Taccone, Giacomo Verde, Novella Troianiello, Stefania Zuliani.